Le linee di base: da dove si comincia a misurare il mare

Pillole di diritto internazionale del mare · 2 Tutti gli spazi marittimi si misurano in miglia: dodici per il mare territoriale, ventiquattro per la zona contigua, duecento per la zona…

Pillole di diritto internazionale del mare · 2

Tutti gli spazi marittimi si misurano in miglia: dodici per il mare territoriale, ventiquattro per la zona contigua, duecento per la zona economica esclusiva. Ma miglia a partire da dove? La risposta è la nozione meno appariscente e più importante della materia: la linea di base.

La regola ordinaria è semplice. La linea di base normale è la linea di bassa marea lungo la costa, quale risulta dalle carte nautiche ufficiali dello Stato costiero. Da lì si contano tutte le distanze verso il largo, e verso l’interno cominciano le acque interne, dove la sovranità è piena.

Esiste però un’eccezione destinata a diventare la regola in molti Paesi: le linee di base diritte. Dove la costa è profondamente frastagliata o dove una frangia di isole la costeggia nelle immediate vicinanze, lo Stato può congiungere con segmenti retti i punti sporgenti, invece di seguire ogni insenatura. La Convenzione pone due condizioni: i segmenti non devono discostarsi sensibilmente dalla direzione generale della costa, e le acque racchiuse devono essere sufficientemente legate al dominio terrestre.

Sono formule elastiche, ed è precisamente qui che si annida il problema. Ogni segmento tracciato più al largo sposta in avanti l’intero pacchetto: il mare territoriale, la zona contigua, la zona economica esclusiva. Una linea di base generosa non aggiunge dodici miglia: le aggiunge tutte insieme.

Per questo le linee di base sono uno dei terreni classici di contestazione fra Stati, e per questo la loro determinazione, che sembra un’operazione cartografica, è in realtà un atto di politica marittima. La Corte internazionale di giustizia ha chiarito fin dagli anni Cinquanta che la delimitazione degli spazi marittimi ha necessariamente un aspetto internazionale: non può dipendere dalla sola volontà dello Stato costiero espressa nel suo diritto interno.

Un dettaglio che conta per l’Italia: la legge del maggio 2026 sulla valorizzazione della risorsa mare è intervenuta anche sui criteri delle linee di base. È una modifica tecnica che non farà notizia, ma incide sul punto di partenza di ogni misurazione futura — comprese quelle delle porzioni di zona economica esclusiva ancora da proclamare.

In breve: la linea di base è il punto zero di tutto il diritto del mare. Spostarla di poco significa spostare di molto ogni confine che da essa dipende.